
Le stagioni indietro
Natura! Noi siamo da essa circondati e avvinti, senza poter da essa uscire e senza poter entrare in essa più profondamente. Non invitati e non avvertiti, essa ci prende nel giro della sua danza e ci attrae nel vortice, finché, stanchi, cadiamo nelle sue braccia. Essa crea eternamente nuove forze: ciò ch’è ora non era ancora, ciò che era non torna; tutto è nuovo, e nondimeno è sempre antico. Noi viviamo nel mezzo di essa, e le siamo estranei. Essa parla incessantemente con noi, e non ci palesa il suo segreto. Noi operiamo costantemente su di essa, e tuttavia non abbiamo su di essa nessun potere. Pare che la natura tutto abbia indirizzato verso l’individualità, eppure non sa che farsene degl’individui. Artista incomparabile, senza apparenza di sforzo passa dalle opere più grandi alle minuzie più esatte. [...] È intera, e nondimeno è sempre incompiuta. Non conosce passato e futuro; il presente è la sua eternità - Goethe
Quando ìnizia la primavera si parla di risveglio
...la primavera arriva con gli amenti dei salici, ballano nell'aria e baciano monti,
laghi e i visi di chi li guarda. Un mondo incantato che ci fa dimenticare il caos
e gli inutili affanni del mondo purificando gli animi.
Il genere Salix appartiene alla famiglia delle Salicaceae.
Originario dell'Europa, Asia e Nord America, comprende circa 300 specie di alberi,
arbusti e piante perenni legnose o fruticose,
generalmente a foglia caduca; le specie arboree arrivano ai 20 m di altezza.
Salicacee.
Distribuzione Europa centrale e meridionale.
Habitat Boschi umidi, argini di laghi e fiumi, greto dei torrenti.
Aspetto Albero a foglia caduca, alto fino a 20 m, con tronco diritto e robusto.
Possiede una ampia chioma che diventa appariscente nella sua colorazione
argentea quando viene mossa dal vento.
Foglie Lanceolate, finemente dentate e acuminate all'estremità.
La pagina superiore, lucida, è di color verde scuro, mentre quella inferiore,
leggermente pelosa, è grigio-argentata.
Fiori da marzo ad aprile. I fiori, di color giallognolo,
compaiono assieme alle foglie in primavera e sono
costituiti da lunghe infiorescenze a forma di spiga (amenti).
Frutti: piccole capsule che una volta raggiunta la maturità,
si aprono e rilasciano numerosi semi di colore bruno,
provvisti di un folto ciuffo di peli che ne aiuta la dispersione ad opera del vento.
Salix Caprea
Estate
Quando il caldo suggerisce la saggezza
Inorridite per favore nel sapere che 100 mq del cosiddetto
prato all’inglese, per star bene in piena estate, nel nostro clima,
richiedono 500-600 litri d’acqua ogni giorno.
Fare il prato, è – tra le varie pratiche di giardinaggio –
una di quelle che incoraggia i lati peggiori del giardiniere, che
comincia con la ricerca “scientifica” dell’erba migliore
per le condizioni più difficili,
proseguirà con il necessario tossico diserbo ,
finendo con lo sperpero più indiscriminato d’acqua.

Cerchiamo un rimedio a questa mania, e spezziamo una lancia a favore
del prato qualunque!
Il prato appunto,
che è un “mischione” d’erbe, erbacee ed erbacce,
con momenti migliori, quasi sublimi e altri peggiori,anche molto brutti.
ma i fiori di campo si alternano con le erbe infestanti, la gramigna,

Spesso, il prato è fiorito.

il tarassaco, il convolvolo (pidocchio),
ed è quasi certo, in questo clima, così lontano da quello inglese,
che ci saranno mesi – di solito luglio e agosto –

in cui il prato sarà prevalentemente, giallo bruciato
e molto, ma molto lontano dai canoni del prato all’inglese,

verde smeraldo con nessuna infestante.
Il prato a differenza di quello all’inglese,
(anche se sono sempre necessarie condizioni accettabili di luce e suolo),
non è indispensabile “farlo”, perché il più delle volte, si fa da solo,
con il passar del tempo, i semi che vento, insetti, uccellini, fanno arrivare a destinazione...
In autunno diventerà di nuovo bello e se la caverà abbastanza bene anche in inverno,
per diventare quasi perfetto in primavera. Quasi.
Altrimenti in alternativa, si può far senza, perché non è detto,
che senza prato non ci sia giardino, anzi.

Una bella stagione, l’autunno che ci offre anche tante giornate piacevoli,
in cui possiamo prenderci cura dei nostri spazi, stando ancora all’aperto.
In questa meditazione ci sembra di riacquistare
un equilibrio spezzato da una modernità affannata
nella ricerca di un nuovo, che spesso si rivela imitatore
di scarsa qualità e dal contenuto effimero.
Osservando i colori, suggestivi e a volte incredibili che la natura ci propone,
possiamo notare il prevaler dei toni vivaci o smorzati del giallo,
ma scopriamo che tutti i toni del verde si sono trasformati
in calde sfumature arancioni, rosseggianti, ramate,
in scoppi di colore che la nostra mente assorbe con infinita dolcezza. 
foto Venere

foto Venere
Al Vino In quale regno, in quale secolo, sotto che silenziosa (traduzione: Federico Guerrini) Al Vino
Di J.L.Borges
congiunzione d'astri, in che giorno segreto
che il marmo non ha salvato, sorse la valente
e singolare idea di inventare l'allegria?
Con autunni dorati la inventarono. Il vino
fluisce rosso attraverso le generazioni
come il fiume del tempo e nell'arduo cammino
ci prodiga la sua musica, il suo fuoco, i suoi leoni.
Nella notte del giubilo o nella giornata avversa
esalta l'allegria o mitiga lo spavento
e il nuovo ditirambo che in questo giorno gli canto
lo cantarono un tempo il persiano e l'arabo.
Vino, mostrami l'arte di vedere la mia stessa storia
come se questa fosse già cenere nella memoria.
¿En qué reino, en qué siglo, bajo qué silenciosa
conjunción de los astros, en qué secreto día
que el mármol no ha salvado, surgió la valerosa
y singular idea de inventar la alegría?
Con otoños de oro la inventaron. El vino
fluye rojo a lo largo de las generaciones
como el río del tiempo y en el arduo camino
nos prodiga su música, su fuego y sus leones.
En la noche del júbilo o en la jornada adversa
exalta la alegría o mitiga el espanto
y el ditirambo nuevo que este día le canto
otrora lo cantaron el árabe y el persa.
Vino, enséñame el arte de ver mi propia historia
como si ésta ya fuera ceniza en la memoria.

un melo selvaticoc - foto Venere

Sappiamo che l'asse della Terra è inclinato e come questo incida sul moto apparente del Sole nel cielo, durante l'annuale rivoluzione del nostro pianeta intorno al suo astro.
Durante i mesi estivi e autunnali il mondo sorride e ogni cosa verde cresce e i frutti sono raccolti, il Sole traccia un sentiero che ogni giorno declina sull'orizzonte. Più basso è il sole, meno intenso è il suo calore e più brevi diventano le giornate, così che
col minimo di calore ha il minimo di tempo per compiere la sua opera.
Questo è il culmine, un po' triste perchè segna l'arrivo dell'inverno,
tempo di forte freddo e di morte apparente del mondo vegetale.
Tuttavia il declino del sole diminuisce e arriva il momento in cui interrompe
la sua caduta per poi ricominciare a tracciare un sentiero ogni giorno più alto.
Sarà ancora freddo per mesi, dopo il solstizio, il sole inizia la sua ascesa,
ed è un portento e una grande promessa nel pieno della decadenza,
che l'inverno non durerà per sempre, che la primavera sta arrivando,
e con essa il rinnovarsi del calore, della vita e della felicità.