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Gita a Forli e Rocca delle Caminate indietro

Gita a Forlì, Rocca delle Caminate e Predappio                                 martedì  6 novembre 2018

 

Testo di CARLA CONTESSI                                                                            foto di PAOLO PRODI

I colori dell’autunno
Dopo tanti giorni di maltempo, c'è stata concessa una giornata calda e splendida per la nostra gita d'autunno.
A bordo del pullman, facciamo un giro per la periferia della città: vediamo il cimitero dei militari indiani morti qui durante l'ultima guerra, ordinato come tutti quelli curati dal Commonwealth e, di fronte, quello monumentale dove sono sepolti molti illustri Forlivesi. Passiamo davanti all'ex Foro Boario per bovini e suini che dietro ha 9 ettari di spazio verde. Costruito all'inizio dell'800, ha funzionato fino al '87: era mensilmente uno dei cinque mercati italiani dove si stabiliva il prezzo dei bovini. Ricostruito in stile littorio (razionalista): linee semplici e squadrate: archi a tutto sesto, colonne, spigoli smussati. E' in mattoni e travertino (proveniente da Ascoli Piceno). Restaurato dal FAI che ha raccolto 6000 segnalazioni come luogo del cuore.
Quando, dopo l'avvento di Mussolini al potere, la città fu rinnovata nel nuovo stile, furono aperti grandi viali di circonvallazione. La città romana di Forum Livii fu costruita dopo la sconfitta dei Galli. Poi furono erette mura contro le città nemiche: Faenza e Bologna. L'unica porta rimasta è quella di Schiavonia che era l'accesso alla via Emilia (300 km) che collega Rimini a Piacenza; era la zona delle filande.
Percorrendo larghi viali alberati (bagolari) notiamo costruzioni in stile razionalista ( l'opera nazionale maternità e infanzia che poteva ospitare 50 bambini, dedicata a Rosa Mussolini madre del Duce ) e villini liberty con le tipiche decorazioni e torrette . Giriamo attorno alla rocca di Ravaldino costruita nel 1461, che dal Settecento è adibita a carcere. Facciamo pausa nella piazza della Vittoria, dove il monumento esalta la vittoria della Prima Guerra Mondiale in cielo, in terra, in mare. Davanti all'istituto tecnico ( ex istituto aeronautico ) l'imponente statua di Icaro ( ritratto di Bruno il figlio di Mussolini aviatore ).
Costeggiamo la vasta area (16 ettari) dove c'era lo stabilimento Orsi Mangelli (OMSA) chiuso nel 1977. Arriviamo alla stazione, costruita a fine 800 in stile eclettico (Umbertino) :si intravede la ferrovia sopraelevata per non avere passaggi a livello. Percorrendo viale della Libertà (ex viale Mussolini) vediamo l'ex casa del balilla.
In piazza Saffi, Anna ci fa notare che il monumento a Saffi (triumviro della repubblica romana) gira le spalle alla chiesa di San Mercuriale. L'area era chiamata "Campo dell'Abate" perché c'era un' Abbazia dell'ordine vallombrosano, un ramo dei Benedettini molto sensibile all'ambiente. La chiesa ( XII secolo ) era dedicata a Santo Stefano; ricostruita in stile gotico romanico negli anni 30. L'imponente campanile è alto 50 m, con la guglia 70 m. All'interno sono conservate pregevoli opere di Palmezzano e il sepolcro di Barbara Manfredi, sposa di Pio III Ordelaffi morta avvelenata. Pino III sposò poi Zafira Manfredi anche lei uccisa, e Lucrezia Pico della Mirandola, accusata di aver avvelenato il marito. Il pavimento è un piano inclinato naturale.
Sulla piazza vediamo palazzi pubblici in stile fascista e la palazzina Albicini in stile neogotico dalle cui finestre venne gettato il corpo nudo di Girolamo Riario, primo marito di Caterina Sforza. Anche Caterina fu catturata e portata nella Rocca dove però organizzò una strenua resistenza. Ricordiamo l'episodio narrato da Machiavelli: Caterina, che aveva lasciato in ostaggio i figli, dietro la minaccia della loro uccisione, si sollevò la gonna e gridò che aveva la matrice per farne altri.
Gli Sforza erano originari di Cotignola: Muzio Attendolo, nominato Sforza per la sua grande energia, combinò il matrimonio della figlia Bianca Maria con i Visconti di Milano e ne divenne Duca Galeazzo Maria Visconti, padre di Caterina. Legittimata dal padre, a 10 anni viene promessa a Riario; a 14 lo sposa, si ferma a Imola poi va Roma e infine a Forlì, dove il marito viene assassinato. Caterina poi si innamora di Giacomo Feo e lo sposa segretamente per non perdere la tutela dei figli. Il secondo marito inviso al popolo viene assassinato e la vendetta di Caterina sarà feroce. Anche il terzo marito viene ucciso e Caterina si rifugia a Firenze dove morirà ancora giovane. Caterina bella, colta, combattiva, esperta di erbe ha scritto un libro di ricette cosmetiche e ha lasciato la sua impronta in tutta la Romagna.
Ci rechiamo poi alla cattedrale ( 1800 ): le imponenti colonne sembrano di marmo, in realtà sono di scagliola. In una fastosa cappella barocca è venerata la Madonna del Fuoco, protettrice di Forlì. L'immagine della Madonna ( una xilografia su carta del 1300 ) uscì indenne da un incendio, nella notte fra il 4 e il 5 febbraio 1428. In tale data, nella città vengono a tutt'oggi accesi lumini.
Dopo un lauto pranzo ci dirigiamo verso La Rocca delle Camminate sul monte Tetti (il nome forse deriva dai numerosi camini delle fornaci di calce). Già in epoca romana qui esisteva un posto di vedetta data la sua posizione (380 metri slm) che domina le valli del Rabbi e del Bidente. I fascisti la donano a Mussolini che la ricostruisce come residenza estiva e soprattutto di rappresentanza. Viene trasformata in tre anni in foresteria dove ospita Ambasciatori e capi di Stato. Sopra la torre, una lanterna tricolore visibile da 62 km di distanza viene accesa quando Mussolini è presente. Donna Rachele e i figli Edda, Bruno, Romano, Vittorio e Annamaria ci giocavano d’estate. Nel salone dei cimeli, Mussolini conservava tutti i regali ricevuti. Nel 1943, con la caduta del regime, vi viene istituita in un primo momento, la Repubblica di Salò. Dopo la guerra, viene saccheggiata. Nel 1952 donna Rachele riottiene la rocca e nel ‘62 viene venduta alla provincia. Dopo un bellissimo restauro, nel 2016, riapre i battenti come museo e ospita una sezione dell'Università di Bologna (ingegneria navale). È circondata da un grande parco (8 ettari) cinto da un muro con cipressi, querce, cedri e cespugli. Davanti all'ingresso, l'oratorio di Santa Maria del Soccorso e l'ex caserma dei Carabinieri.
Predappio nuova si è sviluppata tra la casa natale di Mussolini e Palazzo Varano ex scuola, dove insegnarono la madre e il duce, trasformata poi in residenza. Ai lati costruzioni pubbliche in stile razionalista: Casa del Fascio, Residenza dei sanitari e il cimitero.
Come sempre, la nostra amica e guida Anna Missiroli ci ha preparato un bell’itinerario inconsueto: una Forlì e zone limitrofe tanto vicine, ma per molti di noi sconosciute.


 

 

 
 Forlì
 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 alla Rocca delle Caminate
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 breve visita a Predappio prima di tornare a Ravenna...
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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